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Approfondimenti tecnici: Generici (3-09-2012)

Isolamento a cappotto: sistema composito termoisolante con EPS

Le prestazioni energetiche, in passato tenute in scarsa considerazione, stanno diventando da qualche anno a questa parte, e lo diventeranno maggiormente in futuro, molto importanti, sia per gli aspetti concernenti vincoli e impatto ambientali, sia per i costi crescenti di combustibili ed energia: è emersa cioè la necessità di limitare le dispersioni termiche degli edifici.
L'edilizia moderna ha risposto prontamente con nuove soluzioni tecniche a tale esigenza, con sistemi di isolamento termico che hanno come obiettivo il raggiungimento della temperatura ideale non solo dell'aria, ma anche di muri, pavimento e soffitti, in quanto la sensazione di freddo percepita non deriva soltanto da una bassa temperatura ambientale, ma anche da quella degli elementi di protezione orizzontali e verticali. Un efficace sistema di isolamento termico consente inoltre di ridurre i costi sostenuti per il riscaldamento e le emissioni inquinanti (con la riduzione delle emissioni di CO2 nell'ambiente - protocollo di Kyoto del 1997).

Descriviamo di seguito, brevemente, le 3 tipologie di isolamento termico applicabili ad un edificio (per poi approfondire la terza):

  1. Isolamento delle pareti dall'interno degli ambienti
    E' un tipo di isolamento che mantiene inalterate le caratteristiche architettoniche esterne, più economico e considerato la soluzione migliore per edifici ad utilizzo discontinuo. L'isolamento interno favorisce un rapido riscaldamento dell'ambiente, in quanto le strutture murarie esterne non vengono scaldate ma, proprio per tale motivo, è necessario adottare un utilizzo continuo dell'impianto. Inoltre tale sistema non elimina i ponti termici e riduce lo spazio abitabile, implicando l'adeguamento di impianti elettrici, di riscaldamento, ecc..
  2. Isolamento nell'intercapedine
    E' l'isolamento realizzato con l'interposizione del materiale isolante tra una parte esterna e una interna, rispettivamente di maggiore e minore dimensione. Nonostante aumenti l'inerzia termica di un edificio rispetto all'isolamento interno, anche con questa tecnica non vengono eliminati i ponti termici e le relative conseguenze.
  3. Isolamento dall'esterno
    Con l'isolamento dall'esterno (a cappotto) si eliminano tutti i punti freddi, e viene aumentata la capacità di accumulo termico di un edificio: le strutture murarie si scaldano accumulando calore, che poi viene restituito all'ambiente interno: questo permette un minor numero di ore di funzionamento dell'impianto di riscaldamento con conseguenti risparmi di combustibile e riduzione di emissioni inquinanti. E' la tipologia di isolamento che andremo ora ad approfondire.

ISOLAMENTO TERMICO DALL'ESTERNO "A CAPPOTTO"
L'isolamento a cappotto (o "cappotto isolante") è una tecnica estremamente efficace per la coibentazione termica e acustica delle pareti di un edificio, che prevede l'applicazione del materiale isolante nelle facciate esterne. Di notevole semplicità esecutiva, la coibentazione tramite cappotto può essere utilizzata con grandi vantaggi sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, in quanto l'esecuzione dei lavori permette di evitare il rilascio dell'immobile da parte degli occupanti.
In generale, la tecnica prevede l'applicazione di pannelli isolanti (di diverse tipologie) tramite appositi sistemi di fissaggio, successivamente ricoperti da rasanti (in abbinamento con reti d'armatura per il relativo rinforzo) e rivestimenti o malte colorate.
Il sistema di isolamento termico dei muri perimetrali con la tecnica a "cappotto" permette all'edificio di eliminare le dispersioni di calore durante il periodo invernale, migliorandone il comfort in tutte le stagioni; evita il problema dei ponti termici che comportano la comparsa di condense e muffe; lo protegge dal degrado dovuto agli sbalzi di temperatura.
Il materiale isolante più utilizzato è l'EPS (polistirene espanso sinterizzato), considerato ideale per le sue caratteristiche prestazionali di coibenza termica anche con spessori ridotti, di ottimo rapporto qualità/prezzo e grande facilità di applicazione.

Un ottimo sistema isolante a cappotto (o sistema termocoibente) è costituito dai seguenti elementi:

  • collante;
  • pannelli per l'isolamento termico;
  • tasselli;
  • malta rasante;
  • rete d'armatura;
  • profili accessori;
  • elementi per la finitura estetico/protettiva.

Vediamo in dettaglio tutte le fasi costituenti la realizzazione di un sistema a cappotto.

Operazioni preliminari
Ad inizio lavori, è ovviamente necessario provvedere alle comuni operazioni di preparazione per i sistemi di termoisolamento, ovvero allo smontaggio dei pluviali (con particolare attenzione all'indirizzamento dell'acqua piovana, che non dovrà entrare in contatto con le facciate di intervento).
Sarà opportuno procedere con cura ai lavori di preparazione delle superfici su cui dovranno essere posate le lastre termocoibenti, che dovranno presentarsi consistenti, planari e regolari. Qualora non si verificasse questa condizione, sarà necessario eseguire un intonaco che pareggi tutti i dislivelli, con planarità verificate in base alle tolleranze esemplificate nella figura a fianco. Le superfici inoltre dovranno risultare meccanicamente resistenti e prive di qualsiasi elemento pregiudicante l'adesione dei pannelli: è quindi necessario prevedere appositi lavori di intervento ad esempio con idrolavaggio o idrosabbiatura, ripristino e passivazione di ferri scoperti, eliminazione di residui quali olii, polveri, grassi o altre sostanze contaminanti e in generale di qualsiasi elemento possa pregiudicare l'aderenza del meteriale isolante.

Profili
Dopo la fase preliminare, si può passare alla prima fase di posa delle lastre, consistente nel posizionamento in bolla dei profili di partenza, in alluminio preverniciato, PVC o acciaio INOX, mediante tassellatura ad espansione.

Malta adesiva
Le malte adesive devono essere impastate con miscelatore meccanico a basso numero di giri o in continuo in modo da ottenere un impasto omogeneo, privo di grumi e bolle d'aria.
Tale impasto viene poi applicato secondo le seguenti modalità:
Cordolo perimetrale più punti centrali (per superfici con piccole irregolarità): applicazione della malta su 2 o 3 punti centrali e sul bordo del pannello, a ca. 2 cm di distanza dal margine dello stesso per evitare che l'impasto defluisca all'interno dei giunti (e impedendo quindi dei ponti termici) e interrompendo la continuità del cordolo per evitare l'effetto ventosa; la copertura sarà superiore al 40% in modo da garantire una sufficiente adesione in fase di pressione.
Letto pieno (per superfici con buone planarità): l'applicazione avviene su tutta la superficie del pannello tramite spatola dentata, con analogo distanziamento di ca. 2 cm dai margini per evitare deflussi della stessa e conseguenti accostamenti errati tra le lastre.

I pannelli saranno ben pressati sulle murature per la migliore distribuzione dell'adesivo e una totale adesione. Posa ed eventuali registrazioni dovranno essere eseguite ad adesivo fresco e appena steso.

Materiale termoisolante (pannelli o intonaco termico)
Esistono diverse tipologie di materiali termoisolanti, sottoforma di intonaci termici o pannelli che dovranno essere caratterizzati da superfici regolari, planari e ben stagionate, e soprattutto in grado di garantire ottima resistenza meccanica.
Nel caso di utilizzo di pannelli in EPS (di densità da 18 a 35 kg/mc - classe 100 o superiore), questi dovranno essere (con dichiarazione del produttore) conformi CE alla normativa EN 13164 (tra le altre caratteristiche, avranno una conducibilità termica dichiarata da 0,032 a 0,040 W/mK, resistenza al passaggio di vapore da 20 a 110, resistenza al fuoco Euroclasse E, coefficiente di dilatazione termica lineare di 0,05 mm/mK).
Il produttore dei pannelli dovrà indicare esplicitamente, con scheda tecnica o dichiarazione di idoneità, lo specifico campo di applicazione su pareti verticali opache).

I pannelli saranno posati, dopo l'applicazione della malta adesiva, dal basso verso l'alto, in modo orizzontale e accostati l'uno all'altro evitando la presenza di fessure tra i giunti (sfalsati in senso verticale tra una fila e l'altra - v. figura sopra). Sarà necessario controllare frequentemente la planarità del sistema, evitando che tra le lastre si presentino dislivelli superiori a 0,5 mm (in caso contrario, sarà necessario procedere a raschiamento, o a livellamento con rasante, a seconda della tipologia di pannello).

Tasselli (fissaggio meccanico) e profili/paraspigoli
Oltre alla malta adesiva, si rende necessario il fissaggio meccanico dei pannelli termocoibenti tramite tasselli, per contrastare l'azione del vento. Solitamente i tasselli sono costituiti da un gambo coronato, per la presa nella muratura sottostante, e da un disco che preme il supporto senza rovinarlo.
La tassellatura avviene almeno 24 ore dopo la posa dei pannelli, in numero (che potrà variare a seconda di fattori quali l'altezza dell'edificio e la sua ubicazione, indicato in ca. 6 al mq) e lunghezza in funzione delle caratteristiche del supporto, calcolata a seconda della profondità del muro portante, dello spessore dell'eventuale vecchio intonaco e della malta adesiva, e della presenza di dislivelli superficiali di facciata.
In caso di pannelli EPS, i tasselli vanno inseriti in ogni giunto e al centro, dove è stato spalmato il collante, per migliorarne l'adesione, e prestando particolare attenzione alla fase di foratura. Un'eventuale successiva stuccatura delle teste, prima della stesura del rasante, eviterà i difetti di planarità.

Successivamente, si provvederà all'incollaggio di tutti gli elementi metallici paraspigoli tramite malta adesiva (evitando chiodi e tasselli e facendo defluire l'adesivo in eccesso dagli appositi fori predisposti).

Strato di rasatura armato (rasante e rete d'armatura)
Gli elementi coinvolti in questa fase sono due: il rasante e la rete d'armatura.
La malta rasante, abbinata alla rete, deve essere applicata in più passate e proteggere i pannelli isolanti da urti e dagli agenti atmosferici, mentre la rete ha la funzione di assorbire e distribuire le sollecitazioni dovute alle variazioni di temperatura e all'umidità.
Il tempo di attesa tra la posa dei pannelli e la rasatura varia a seconda delle condizioni climatiche: ovviamente, la fase di rasatura avverrà solamente dopo la completa asciugatura dell'adesivo sottostante i pannelli.
L'applicazione avviene tramite adeguata spatola in acciaio: dopo la prima stesura, verrà posata la rete, prestando attenzione ai giusti collegamenti, su angoli e spigoli, con gli angolari di rinforzo ed evitando la formazione di pieghe e/o bolle e introducendo striscie aggiuntive sugli angoli delle apertura per prevenire la formazione di fessurazioni. Un ulteriore strato di rasatura sarà posto dopo l'indurimento completo della prima mano, in modo da realizzare un involucro protettivo meccanicamente resistente.

Rivestimento di finitura estetico/protettivo
L'ultima fase di realizzazione di un sistema termocoibente, ovvero di un cappotto termico, è quella corrispondente alla finitura (acrilica o silossanica), che dovrà garantire due obiettivi fondamentali: l'impermeabilità all'acqua e agli agenti atmosferici, e il conferimento di un aspetto estetico duraturo all'intero sistema.
Innanzitutto è ncessario provvedere all'applicazione di un fondo intermedio, essenziale per l'adeguata uniformità del rivestimento colorato di finitura.
Per la finitura colorata finale, è necessario tenere in considerazione il fattore dell'irraggiamento solare nella stagione estiva, che può portare le superfici a temperature elevate: notoriamente, il fenomeno viene accentuato da rivestimenti in tonalità scure, in questo caso sconsigliate in quanto potrebbero danneggiare le funzionalità del sistema isolante. Sempre in base allo stesso principio, si dovrà prestare attenzione all'accostamento di colori chiari e colori scuri, in quanto possibili fautori di contrasti elevati delle temperature superficiali che, a loro volta, possono creare movimenti differenziali che daranno origine alla formazione di fessurazioni: pertanto si consiglia di fare riferimento ai coefficienti di rifrazione indicati dalle più importanti aziende produttrici, prediligendo quelli con indice maggiore di 20 (tonalità intermedie) o ancor meglio 50 (tonalità chiare).

Risparmio energetico
A conclusione del presente approfondimento, si evidenziano di seguito i valori relativi ai vari vantaggi derivati dall'adozione di un sistema di coibentazione a cappotto per la propria abitazione (tabella riferita al mq di parete verticale opaca).

Legenda:
M: Metano
D: Gasolio
G: GPL
*: parete tipica del panorama edilizio esistente, resistenza termica R=0,5 mq K/W
**: Flussi di calore e vapore ipotizzati stazionari e monodimensionali, temperatura esterna di progetto pari a -5°C, U.R. esterna di progetto pari a 90%.

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V. anche https://www.fazland.com/articoli/consigli-da-esperti/guida-completa-per-risparmiare-energia-con-isolamento-a-cappotto

 

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